T R I C O L O R E
Tricolore Italiano
"Il passato e il futuro ci uniscono"
Scudo Tricolore
 
 
Bergamo, 16 dicembre 2007
(scarica il pieghevole della S. Messa)
Altare

Domenica 16 dicembre, nella chiesa del Santuario di Santo Spirito in Bergamo, stata celebrata la tradizionale S. Messa annuale in suffragio delle anime dei defunti di Casa Savoia, dei Caduti militari e civili e delle vittime innocenti di tutti i terrorismi. Organizzata come sempre da Tricolore, anche per conto del CMI e con il sostegno del Circolo culturale "Duca Emanuele Filiberto di Savoia", la celebrazione eucaristica, in una chiesa gremita, ha goduto del patrocinio dell'Associazione Internazionale Regina Elena ed ha visto la partecipazione anche delle Guardie d'Onore orobiche.

Un esempio dunità ed una vera lezione di buon senso, che tante persone dovrebbero imparare, per il bene dell'Italia e delle sue istituzioni.

Il Dr. Alberto Casirati ha accolto con piacere, anche a nome del CMI, tanti monarchici orobici, primo fra tutti il Consultore del Regno Avv. Franco Malnati.

La funzione religiosa, celebrata da Don Vicentini, stata resa solenne dalle corali "Santa Cecilia" e "San Tommaso Apostolo". Tricolore ha realizzato un pieghevole, distribuito ai fedeli prima della S. Messa, che ricordava, in particolare, il centenario della nascita di S.A.R. la Principessa Reale Giovanna di Savoia, Regina dei Bulgari e Terziaria francescana.

Il Tricolore risorgimentale ed un elmetto della IV Guerra d'Indipendenza, ai piedi dell'Altare, componevano l'austera e significativa coreografia.

Nella sua efficacissima e commovente omelia, Don Vicentini ha posto l'accento sui 10 Beati e Venerabili della Dinastia sabauda, oltre a ricordare, in particolare, la Regina Giovanna e la Principessa Mafalda di Savoia, martire a Buchenwald nel 1944. Molto significativo l'accenno, rivolto ai monarchici orobici, al continuo alternarsi, nella vita presente, d'occasioni di gioia e di tristezza, sia legate a ricordi passati sia determinate dagli avvenimenti presenti.

Vibrante e commovente l'esecuzione finale dell'Inno Sardo, che lo stesso celebrante ha invitato ad ascoltare per intero prima di lasciare la chiesa. Un invito accolto dalla stragrande maggioranza dei presenti, a conferma del sincero attaccamento alle tradizioni che ancora anima il nostro popolo, nonostante i danni morali provocati da tanto "modernismo" a senso unico.

  
 
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