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Messaggio del Portavoce per l'anno 2008
Cari compatrioti,
il 2007 si è rivelato un anno importante per l'Italia con la sua presenza al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, l'impiego dei suoi Contingenti in diverse missioni di pace nel mondo, l'elezione del suo Capo di Stato Maggiore della Difesa a nuovo presidente del Comitato militare della Nato - il massimo organo militare collegiale dell'Alleanza Atlantica - nonché un ruolo significativo nella negoziazione del Trattato di Lisbona, firmato lo scorso 14 dicembre, e la nomina di un nostro compatriota ad inviato speciale dell'Unione europea per il Myanmar, già Regno di Birmania.
Il Paese deve confrontarsi con tanti problemi, da quello istituzionale a quelli elettorali, finanziarii, economici, educativi, di legalità e di sicurezza e non riesce a raggiungere la maturità con la necessaria serenità .
La società dà il meglio di sé anche attraverso coloro che promuovono imprese mossi da spirito creativo, dal desiderio di creare benessere. In Italia abbiamo un'imprenditoria eccellente e ricca di iniziativa, il cui ruolo è fondamentale per la vitalità della società civile nazionale ed europea. Oggi è sempre più importante ascoltare e comprendere il mondo contemporaneo, applicando i valori tradizionali che condividiamo. Se non vogliamo condannarci all'irrilevanza è molto più importante, ad esempio, assicurare alti livelli di investimento in ricerca e formazione piuttosto che difendere le rivendicazioni categoriali , così com'è preferibile ampliare le opportunità invece di insistere nel regolamento dei processi economici. Non si tratta di cambiare i valori, ma di adattarli alle vere sfide del nostro tempo.
E' una presunzione pericolosa quella di decidere della natura di una cosa in base ad un esame superficiale, senza averne una conoscenza integrale.
Alcuni dicono che non ci sono più valori. Non è vero e ce ne rendiamo conto ogni giorno. Ma dobbiamo difendere l'identità cristiana anche quale vera ed irrinunciabile matrice della nostra cultura.
Nel passato i mercenari sparavano pallottole, oggi sparano anche volgarità .
La malavita non può e non deve diventare l'unica alternativa per garantirsi un futuro, in particolare al sud. Non possiamo permettere che le energie migliori della nostra società , quelle dei giovani, vengano ancora considerate manovalanza per la criminalità organizzata. Sin dalle scuole elementari si deve inserire l'educazione alla legalità nei programmi di studio, affinché si aiutino le nuove generazioni a crescere nel rispetto di regole condivise di convivenza civile. E poi il territorio deve essere valorizzato anche dal punto di vista ambientale: la lotta contro gli scempi che la criminalità organizzata compie sulle nostre splendide coste deve vederci combattere in prima linea con strumenti di controllo e contrasto all'abusivismo edilizio.
Il CMI crede possibile ed auspicabile un'Italia forte e unita e vuole essere protagonista della sua ricostruzione, perchè la vita è anche una sfida, che implica il coinvolgere ed il convincere, il far cambiare idea alle persone rifiutando di ingarbugliarsi in esasperati tatticismi che finiscono con lo scontentare un pò tutti e con l'indebolire le persone tramite allarmi angoscianti e minacce. Che tutti ricordino che la dialettica non dovrebbe mai violare le norme del buongusto ed il rispetto delle persone.
Le nostre 56 organizzazioni hanno instaurato un clima sereno e positivo nell'ambito del nostro sodalizio. Un clima che desidereremmo estendere a tutte le altre realtà monarchiche, anche se ormai piccole. In tutte le nostre assemblee, all'unanimità, abbiamo sperato che questo progetto fosse attuabile e siamo convinti che lo sia effettivamente, sulla base di una chiarezza condivisa: non si tratta di attaccare qualcuno ma di un forte richiamo a un diritto di trasparenza. Non capiamo perché nel momento in cui l'Italia lotta contro la mancanza di trasparenza negli affari una semplice domanda provochi tanti problemi.
I monarchici, come i Principi, hanno più doveri che diritti e debbono sempre dare l'esempio, privilegiando sempre l'interesse generale rispetto a quello particolare, mettendo l'istituto monarchico al di sopra di qualunque ambizione.
La fine dell'anno 2007 è stata marcata da due eventi importanti: il centenario della nascita di Giovanna di Savoia, Regina Madre dei Bulgari, e il 60° anniversario della scomparsa in esilio di suo padre, Re Vittorio Emanuele III.
Se è molto progredita a livello economico, l'Italia non ha ancora raggiunto una vera maturità nazionale, che è anche frutto di riconciliazione e che impone un atto di giustizia già compiuto da tutti gli altri Stati, dal Montenegro alla Russia, dall'Egitto alla Grecia: la sepoltura nel Pantheon nazionale delle salme dei Sovrani deceduti in esilio. Auguriamoci che questo accada nell'anno del 140° anniversariuo della concessione dello Statuto da parte del Re di Sardegna Carlo Alberto!
Ai nostri compatrioti che difendono coraggiosamente e con competenza la libertà e la pace all'estero, a quelli che vivono in un altro Paese ed a quelli che hanno la fortuna di vivere nella culla della civiltà occidentale giungano i nostri migliori auguri per un Santo Natale e un felice, sereno e generoso anno nuovo.
Il Portavoce
Cav. Eugenio Armando Dondero
Cari compatrioti residenti all'estero,
più che delle belle parole di circostanza, gli auguri del CMI vogliono essere anche concreti.
Il CMI, da due anni, insiste nel tenere alta l'attenzione riguardo il problema della mancanza di assistenza sanitaria per milioni di cittadini italiani che, in base alla legge 470/88 hanno l'obbligo di iscriversi, per soggiorni all'estero superiori ai dodici mesi, all'Anagrafe Italiani Residenti all'Estero (AIRE) entro 90 giorni dalla data di arrivo.
Questa legge importante, che stabilì un principio di appartenenza e di solidarietà verso i fratelli emigrati, che fino allora non erano nemmeno censiti, "dimenticò" nelle sue buone intenzioni, l'assistenza sanitaria che ogni cittadino in Patria aveva di diritto, ed oggi siamo arrivati all'assurdo offensivo del Decreto legge Sanità /Tesoro del 1996 che limita l'assistenza a 90 giorni per casi sanitari urgenti, ma solamente quando il cittadino AIRE si trova sul suolo nazionale!
Si capisce quindi la ragione per cui molti non si iscrivono all'AIRE, scegliendo pure di perdere il fondamentale diritto di votare all'estero e mantenendo illegalmente la residenza originaria in Italia, pur di continuare ad essere coperti alla sanità pubblica.
Una tale situazione indegna, che incita all'illegalità , non può perdurare: il diritto all'assistenza sanitaria per gli italiani ufficialmente residenti all'estero deve essere rispettato, altrimenti ha ragione chi vuole considerarli cittadini di serie B cercando perfino di ridimensionare (e qualcuno addirittura lo vorrebbe annullare) il voto estero.
E' una causa nobile di civiltà e di democrazia che il Parlamento deve risolvere urgentemente con una legislazione che tenga conto che, oltre al rispetto costituzionale per cui "tutti i cittadini sono eguali di fronte alla legge", i nostri connazionali all'estero contribuiscono al Sistema Italia anche fiscalmente, oltre che con rimesse ed investimenti al benessere generale e ai conti dello Stato!
Ad eccezioni di pochi, i 18 parlamentari eletti all'estero non si sono certamente distinti finora per la difesa dell'interesse legittimo dei loro rappresentati. L'unico parlamentare laureato in medicina ha fatto un'interpellanza urgente al Ministero della Salute (N.2/00439 del 27/03/2007) e come primo firmatario insieme a 29 colleghi (tra i quali 5 "esteri") per "garantire che anche ai cittadini comunitari di nazionalità rumena e bulgara che non sono attualmente in grado di regolarizzare la loro posizione nei rapporti con il Servizio Sanitario Nazionale, sia concessa l'assistenza sanitaria per cure urgenti od essenziali".
La salute degli immigrati sta più a cuore di quelli degli emigrati italiani nel mondo che devono arrangiarsi in terra straniera, mentre invece gli altri sono protetti ed assistiti in Italia!
Nel passato il CMI, che conta diverse associazioni con delegazioni o sedi all'estero, ha gettato un sassolino nello stagno dell'indifferenza della politica del Governo e del Parlamento nei confronti dei nostri connazionali all'estero per la soluzione di un problema di civiltà ed eguaglianza fra cittadini italiani. Ora basta. Il CMI aspetta delle risposte precise e il voto di progetti con urgenza perché è immorale che lo Stato Italiano discrimini milioni di suoi cittadini che vivono all'estero, spesso non per piacere!
A Voi tutti, alle vostre famiglie,
ai Vostri cari giungano dall'Italia i migliori auguri dei monarchici del CMI che sono orgogliosi di Voi e del Vostro operato all'estero!
Il Portavoce
Cav. Eugenio Armando Dondero
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